domenica 26 aprile 2009
giovedì 21 agosto 2008
GRAZIE DIFENSORE CIVICO REGIONALE

C’è voluto l’intervento del difensore civico regionale per costringere il comune di Povoletto a rilasciare una copia della determinazione n. 124 del 29-02-2008 sui lavori di realizzazione antiquarium (piccolo museo)del Castello della Motta; affidamento lavori ed aggiornamento quadro economico di spesa per 314 mila euro. Tale copia era stata richiesta dal sottoscritto nel mese di marzo, per controllare gli interventi di spesa e l’utilità reale delle opere pubbliche realizzate a Povoletto, di cui era cittadino contribuente.
Va ricordato, infatti, che il predetto antiquarium viene ora realizzato nei locali di un fabbricato, Villa Pitotti, che per volontà del donatore, doveva essere destinato a favore degli anziani e/o comunque per scopi socio-assistenziali e per tale uso era già stato ristrutturato dal Comune con una spesa di un milione e mezzo di euro, nonché inaugurato da Giovanardi, Tondo ed il sindaco Tracogna in piena campagna elettorale 2003.
Incredibilmente la segretaria comunale dott.ssa Elisabetta Tessitori alla richiesta del sottoscritto oppone un netto diniego perché, a suo dire, allude ad un controllo generalizzato sull’agire dell’Ente, una sorta di azione popolare non supportata da un interesse personale e concreto.
Il difensore civico regionale, avv. Caterina Dolcher, al quale il sottoscritto si era rivolto, invia una lettera al sindaco di Povoletto ricordandogli che la determina in questione, essendo stata pubblicata all’albo pretorio, rientra nel novero degli atti pubblici che devono essere rilasciati ai richiedenti anche senza comprova della sussistenza di un loro specifico interesse a riguardo. Il diniego per tanto è illegittimo ed il documento va rilasciato. Un mese dopo aver ricevuto tale lettera il comune soddisfa la mia richiesta.
Da quanto sopra traggo le seguenti conclusioni.
Dal momento che il comune di Povoletto non ha un difensore civico, quello regionale costituiva l’unica strada percorribile per ottenere quanto illegittimamente mi era stato negato, senza dover ricorrere alla lunga e costosa giustizia amministrativa.
L’avv. Caterina Dolcher, pur avendo ricevuto la nomina di difensore civico da una giunta regionale di centro-sinistra, non ha esitato a procedere con fermezza e competenza contro un’amministrazione comunale dello stesso colore politico, dando prova di imparzialità nell’adempimento del proprio dovere. Lo spoil system, dunque, non è il peggiore dei mali, a differenza di quanto sostenuto dai coordinatori regionali del Pdl Gottardo e Menia.
Ben peggiore per un cittadino è l’abolizione del’istituzione del difensore civico regionale, cioè quanto ha fatto nel nome del risparmio l’attuale giunta Tondo, la quale però si guarda bene dal diminuire le indennità di carica e gli altri privilegi scandalosi di cui godono gli eletti in regione.
Al pari del difensore civico oggi, la soppressione nel 2002 degli organi di vigilanza e di controllo dell’attività amministrativa degli enti locali (comitato regionale di controllo, servizio ispettivo della polizia locale) vanno tutti in un’unica direzione: quella di lasciare mano libera alle varie amministrazioni locali di sperperare il denaro pubblico e commettere abusi, senza che il cittadino possa intervenire, segnalandoli ad un’autorità superiore che non sia la magistratura ordinaria. Alla faccia della trasparenza e della democrazia partecipata.
Faccio perciò appello ai gruppi consiliari regionali di opposizione, alle forze politiche libertarie, legalitarie e democratiche, di unirsi autotassandosi per mantenere in attività come istituzione privata l’istituto del difensore civico regionale. Sarebbe la migliore testimonianza di volere il bene dei cittadini.
Va ricordato, infatti, che il predetto antiquarium viene ora realizzato nei locali di un fabbricato, Villa Pitotti, che per volontà del donatore, doveva essere destinato a favore degli anziani e/o comunque per scopi socio-assistenziali e per tale uso era già stato ristrutturato dal Comune con una spesa di un milione e mezzo di euro, nonché inaugurato da Giovanardi, Tondo ed il sindaco Tracogna in piena campagna elettorale 2003.
Incredibilmente la segretaria comunale dott.ssa Elisabetta Tessitori alla richiesta del sottoscritto oppone un netto diniego perché, a suo dire, allude ad un controllo generalizzato sull’agire dell’Ente, una sorta di azione popolare non supportata da un interesse personale e concreto.
Il difensore civico regionale, avv. Caterina Dolcher, al quale il sottoscritto si era rivolto, invia una lettera al sindaco di Povoletto ricordandogli che la determina in questione, essendo stata pubblicata all’albo pretorio, rientra nel novero degli atti pubblici che devono essere rilasciati ai richiedenti anche senza comprova della sussistenza di un loro specifico interesse a riguardo. Il diniego per tanto è illegittimo ed il documento va rilasciato. Un mese dopo aver ricevuto tale lettera il comune soddisfa la mia richiesta.
Da quanto sopra traggo le seguenti conclusioni.
Dal momento che il comune di Povoletto non ha un difensore civico, quello regionale costituiva l’unica strada percorribile per ottenere quanto illegittimamente mi era stato negato, senza dover ricorrere alla lunga e costosa giustizia amministrativa.
L’avv. Caterina Dolcher, pur avendo ricevuto la nomina di difensore civico da una giunta regionale di centro-sinistra, non ha esitato a procedere con fermezza e competenza contro un’amministrazione comunale dello stesso colore politico, dando prova di imparzialità nell’adempimento del proprio dovere. Lo spoil system, dunque, non è il peggiore dei mali, a differenza di quanto sostenuto dai coordinatori regionali del Pdl Gottardo e Menia.
Ben peggiore per un cittadino è l’abolizione del’istituzione del difensore civico regionale, cioè quanto ha fatto nel nome del risparmio l’attuale giunta Tondo, la quale però si guarda bene dal diminuire le indennità di carica e gli altri privilegi scandalosi di cui godono gli eletti in regione.
Al pari del difensore civico oggi, la soppressione nel 2002 degli organi di vigilanza e di controllo dell’attività amministrativa degli enti locali (comitato regionale di controllo, servizio ispettivo della polizia locale) vanno tutti in un’unica direzione: quella di lasciare mano libera alle varie amministrazioni locali di sperperare il denaro pubblico e commettere abusi, senza che il cittadino possa intervenire, segnalandoli ad un’autorità superiore che non sia la magistratura ordinaria. Alla faccia della trasparenza e della democrazia partecipata.
Faccio perciò appello ai gruppi consiliari regionali di opposizione, alle forze politiche libertarie, legalitarie e democratiche, di unirsi autotassandosi per mantenere in attività come istituzione privata l’istituto del difensore civico regionale. Sarebbe la migliore testimonianza di volere il bene dei cittadini.
Oliviero Paoletti
POVOLETTO
Tel. 0432 666039 cell. 348 370 27 12
POVOLETTO
Tel. 0432 666039 cell. 348 370 27 12
giovedì 1 maggio 2008
POVOLETTO - LAVORI A VILLA PITOTTI: MEGLIO GLI ANZIANI CHE I FOSSILI

Tra pochi giorni a Povoletto inizieranno i lavori di ristrutturazione di Villa Pitotti per adibirla ad antiquarium e museo del fossile, lavori che comporteranno una spesa di 225.000 euro di denaro pubblico, dopo che lo stesso fabbricato, frutto di una donazione al Comune per scopi socio-assistenziali era stato ristrutturato come servizio residenziale e diurno per anziani autosufficienti, con un investimento di un milione e mezzo di euro. Per reperire tali fondi, interamente a carico del Comune, dal momento che la Regione non finanziava opere limitate alla ricezione di persone autosufficienti, dieci anni fa venero contratti mutui al 7% e perfino aumentata l’I.C.I. dal 4 al 5,5 per mille.
Oggi la modifica onerosa della destinazione d’uso e la conseguente vanificazione di gran parte delle opere realizzate in precedenza è il fallimentare epilogo di un progetto che già nel ’97 aveva trovato la forte perplessità del sottoscritto, che si rifiutò di votarlo in consiglio comunale, ritenendolo inadeguato alle reali necessità della popolazione.
Ora l’idea dell’antiquarium, scaturita dall’attuale amministrazione comunale, cioè di una struttura di scarsissima utilità sociale e dunque causa di un secondo e ben più grave spreco di risorse, sembra più un escamotage per uscire da una situazione di stallo e mettere gli amministratori al riparo da eventuali sanzioni della Corte dei Conti, che un’opera pubblica razionalmente programmata.
Non possiamo perciò che condannare questa iniziativa, della quale i cittadini sono stati pochissimo informati, mentre restano in gran parte irrisolti i problemi degli anziani non autosufficienti e dei loro familiari, sui quali grava pressoché totalmente il peso dell’accudimento di persone in situazione di handicap.
Altri comuni, anche più piccoli del nostro, da anni hanno battuto la strada dei centri diurni per persone disabili, gestiti in modo consortile e in accordo con l’Ambito socio assistenziale.
Perché da noi questo non può succedere?
Oliviero Paoletti
Italia dei Valori di Povoletto
domenica 30 dicembre 2007
STRALCIATO IL CARCERE DI PORDENONE

La notizia (Il Diari dic. 2007 "Presons cece bèçs") che dal nuovo piano edilizio per le carceri è stata stralciata la somma destinata alla costruzione del nuovo carcere di Pordenone, desta viva preoccupazione in quanti ritenevano che l'annoso problema dell'uso improprio del castello di Pordenone a casa circondariale fosse prossimo alla soluzione.
L'I.d.V. del Friuli Venezia Giulia non può che dissentire da una simile decisione.
La nostra regione, infatti, non può rimanere impreparata in un delicato settore come quello dell'ordine pubblico e della sicurezza, soprattutto dopo che l'ingresso nell'area Schengen dei paesi dell'Est Europa potrebbe determinare, con la libera circolazione dei cittadini, non solo opportunità di sviluppo ma anche aumento della criminalità. Non va dimenticato il fatto che circa il 40% della popolazione carceraria è extracomunitario.
E' necessario, dunque, che il Governo impieghi le risorse per ammodernare il sistema carcerario, come promesso dopo il deprecato indulto, mettendolo al livello degli altri paesi del Centro Europa, a cominciare dalla nostra regione. In questa direzione il nostro partito si sta muovendo.
Oliviero Paoletti
Vice Coordinatore Regionale Italia dei Valori
Oliviero Paoletti
Vice Coordinatore Regionale Italia dei Valori
mercoledì 31 ottobre 2007
I PRECEDENTI DI STRASSOLDO RETTORE

Lo scandalo del voto di scambio per contratto tra il presidente della Provincia Marzio Strassoldo e l'ex vicesindaco di Udine Italo Tavoschi non fa che confermare la veridicità dell'analisi fatta da Di Pietro, secodo il quale "tangentopoli è una malattia, un cancro che non è stato debellato, per cui si dovrebbe fare una profilassi preventiva".
In altre parole la volgare mazzetta che veniva pagata dai soggetti privati ai politici per ottenerne i favori, può percorrere la strada inversa, dal politico ad un cittadino influente per ottenerne i voti. Ma in entrambi i casi è sempre la comunità a rimetterci sotto forma di opere pubbliche che costano più del previsto nel primo caso, sotto forma di incarichi amministrativi fittizi o dati a qualcuno solo per ripagarlo dei meriti elettorali nel secondo.
La profilassi dovrebbe consistere nel fermare subito coloro che, pur detenendo un potere di controllo, non fanno osservare le leggi, bensì instaurano un perverso legame di favori concessi o promessi più o meno illecitamente.
Non dimentichiamo che da rettore dell'Università di Udine, Marzio Strassoldo non volle applicare la legge nei confronti di Flavio Pressacco, contemporaneamente docente in servizio e presidente della finaziaria regionale Friulia s.p.a. Questo malgrado diverse sollecitazioni, giunte da più parti, avessero palesato al rettore e a chi di dovere l'illegittimità del doppio stipendio.
Ora come presidente della Provincia ha continuato nelle pratiche disinvolte, la cui bassezza ha raggiunto profondità oceaniche, fino alla farsa delle dimissioni date e poi ritirate, per cui l'Italia dei Valori del Friuli Venezia Giulia, che nelle ultime elezioni provinciali sostenne il candidato del centrosinistra Tonutti, impegna tutti i partiti presenti in Consiglio Provinciale a votare una mozione di sfiducia nei confronti di un presidente non più degno di rappresentare i friulani. Sarà organizzata una manifestazione di piazza per ribadire la priorità della questione morale.
Oliviero Paoletti
Vicecoordinatore IDV FVG
cell. 348 370 2712
In altre parole la volgare mazzetta che veniva pagata dai soggetti privati ai politici per ottenerne i favori, può percorrere la strada inversa, dal politico ad un cittadino influente per ottenerne i voti. Ma in entrambi i casi è sempre la comunità a rimetterci sotto forma di opere pubbliche che costano più del previsto nel primo caso, sotto forma di incarichi amministrativi fittizi o dati a qualcuno solo per ripagarlo dei meriti elettorali nel secondo.
La profilassi dovrebbe consistere nel fermare subito coloro che, pur detenendo un potere di controllo, non fanno osservare le leggi, bensì instaurano un perverso legame di favori concessi o promessi più o meno illecitamente.
Non dimentichiamo che da rettore dell'Università di Udine, Marzio Strassoldo non volle applicare la legge nei confronti di Flavio Pressacco, contemporaneamente docente in servizio e presidente della finaziaria regionale Friulia s.p.a. Questo malgrado diverse sollecitazioni, giunte da più parti, avessero palesato al rettore e a chi di dovere l'illegittimità del doppio stipendio.
Ora come presidente della Provincia ha continuato nelle pratiche disinvolte, la cui bassezza ha raggiunto profondità oceaniche, fino alla farsa delle dimissioni date e poi ritirate, per cui l'Italia dei Valori del Friuli Venezia Giulia, che nelle ultime elezioni provinciali sostenne il candidato del centrosinistra Tonutti, impegna tutti i partiti presenti in Consiglio Provinciale a votare una mozione di sfiducia nei confronti di un presidente non più degno di rappresentare i friulani. Sarà organizzata una manifestazione di piazza per ribadire la priorità della questione morale.
Oliviero Paoletti
Vicecoordinatore IDV FVG
cell. 348 370 2712
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